Tutti gli articoli del tema 'Persone'

Un aiuto cuoco per i ragazzi di via Fiamma

2 agosto 2010 inserito in: News, Persone | 149 views

aiuto cuoco Oggi vogliamo raccontare una piccola ma bella storia. Lo facciamo per cercare di spiegare il senso profondo del nostro lavoro, che in ultima analisi può essere spiegato con l’impegno costante di produrre occasioni di socialità. I protagonisti di questa storia.
Silvia un’operatrice del Sead  (Servizo educativo adolescenti in difficoltà) del Comune di Milano.
Un ragazzo di 16 anni, che per motivi di privacy chiameremo Mario.
Simona Muzzetta, coordinatrice della residenza di via Fiamma e gli operatori della cooperativa Il Fontanile.
Le persone con disabilità che vivono nella residenza di via Fiamma a Milano.
La storia è molto semplice ma potente nella sua semplicità. Mario ha 16 anni e frequenta una scuola alberghiera. Mario è in carico al SEAD perchè sottoposto a un procedimento penale in seguito ad un furto.
Il giudice del Tribunale dei Minori ha prescritto per il ragazzo un percorso educativo, attraverso
un tirocinio di utilità sociale. Nel linguaggio dei servizi si definiscono queste misure con il termine di messa alla prova.
Silvia, operatrice del SEAD, ci contatta per proporci di collaborare al progetto di messa alla prova di Mario.
Ci incontriamo con Silvia, ci confrontiamo, conosciamo il ragazzo e insieme decidiamo di aprire le porte della nostra residenza di via Fiamma a Mario, proponendogli di darci una mano nelle attività di preparazione della cena per i nostri 7 inquilini dell’appartamento di via Fiamma.
E iniziamo.
A distanza di qualche mese possiamo dire che tutto sta procedendo bene. Mario  si è dimostrato molto sveglio e sensibile.
Ha, fin da subito, instaurato  un ottimo rapporto con i nostri ragazzi, e si è approcciato al contesto
con sensibilità e rispetto. Il primo giorno ha partecipato alla riunione coi ragazzi, riunione di benvenuto, che ha apprezzato moltissimo. In quell’occasione ha comunicato a tutti le date in cui ci sarebbe stato e ha spiegato che, in caso di assenza, si sarebbe premurato di avvertirli.
Abbiamo, inoltre, appeso un calendario con le date, che i ragazzi possono guardare ogni volta che vogliono.
Spesso, anche gli operatori lo guardano.
Mario non si limita a cucinare ma sceglie il menù e, insieme ai nostri ragazzi, va a fare la spesa.
Questo la fa sentire utile ma non solo, gli affidiamo una piccola somma di denaro e questo lo rende
cosciente di quanto ci fidiamo di lui.
Lunedì scorso, inoltre, in occasione della cena organizzata per il gruppo di ragazzi che partirà per le vacanze,
ha preparato un ricco menù per 20 persone e la cena è finita con un lungo applauso al cuoco.
Ora il periodo di messa alla prova è terminato ma Mario ci ha comunicato di voler continuare l’esperienza, proponendoci di venire da noi alla domenica.
Per un ragazzo di 16 anni crediamo sia un bellissimo gesto di disponibilità.  Cosa dire di più?
Il nostro volontario cuoco si è rivelato una risorsa, un aiuto concreto. Ha saputo gestire anche situazioni delicate con i nostri ragazzzi.
Eco appunto una piccola ma bella storia. Scritta da Mario.  Noi adulti abbiamo solo messo a disposizione il contesto.


Alvaro alza la coppa del Mondo. La favola del figlio di Del Bosque

14 luglio 2010 inserito in: News, Persone | 239 views

Del BosqueUna notizia ascoltata alla radio al mattino dalle frequenze di Radio 24, raccontata da quel bravo gironalista sportivo che è Gigi Garanzini. Poi nella giornata la notizia compare su tutti i media e fa il giro del mondo. Decidiamo allora anche noi di diffonderla, nel nostro piccolo, perchè si racconta una bella storia.
Si parla di calcio e dei freschi campioni del Mondo della Spagna. Del loro ritorno a Madrid e del momento in cui scendono dal pullman per ricevere il ringraziamento del re Juan Carlos e i saluti di Zapatero.Il primo a scendere dal pullman è Alvaro, un ragazzino down.
Sceso dal pullman delle furie rosse, Alvaro, con addosso la maglia blu della Spagna, alza la coppa del Mondo circondato da tutti i calciatori e la mostra orgoglioso e felice. Ma chi è Alvaro?
Di cognome fa Del Bosque ed è il terzo figlio del ct spagnolo.
Come tutti i figli aveva strappato una promessa al suo papà: in caso di vittoria del mondiale sognava di fare festa con i giocatori della selecciòn.
E il suo papà lo ha accontentato, guidano le furie rosse sul tetto del Mondo e poi chiedendo il permesso ai suoi giocatori di condividere la gioia di quel momento anche con Alvaro.
Così il sogno si avvera. Alvaro alza la coppa circondato e coccolato dai campioni spagnoli.
Una bella storia.
Di lui il papà parla poco.
Ma quando ne parla gli brillano gli occhi «è un fenomeno. È l’allegria di casa nostra. Ed è l’unico che discute le mie scelte come allenatore», ha spiegato ad un giornalista spagnolo.
Grazie Spagna, campione del Mondo e di sensibilità.